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sabato 13 settembre 2014

L'eterno ritorno



Il mondo ti scorre davanti
dal niente verso il niente
Niente ti sembra vero
perché cambia ogni istante
Crederesti che il tempo
sia una linea infinita di istanti
E non sbaglieresti
perché il nulla non esiste
Esiste l’essere, eterno,
presente a se stesso.
Esisti tu, essente,
un istante del suo tempo continuo.
Ogni istante è un attimo di eternità
Ha in se il passato e il futuro
Non divide ma unisce l’infinito.
Ogni istante si ripete ciclicamente
Ritornando identico a se stesso
Siamo prigionieri di un elastico,
muto e cieco che si tende e si contrae…
…in eterno.

lunedì 27 gennaio 2014

Gli occhi dell'Innocenza



Freddo che soffi sull’innocenza,
violata dalla prepotenza egoica dell’opulenza.
il tuo viaggio seccherà le lacrime
ma non cancellerà i solchi del dolore.
Soffi su occhi appassiti sul nascere
Su sguardi persi in rassegnati destini.
Non giochi, non voli e non sogni,
ma, sofferenza, fame e sete,
sono i tuoi doni.
A cuccioli caduti dal nido
in un volo di morte,
insicuri, impauriti e smarriti,
incapaci di amare,
la loro mente scorre
su rotaie inchiodate,
emulando il peccato dei padri.
Freddo che trasporti il loro lamento,
Penetra nel cuore di pietra,
frantuma il cinico egoismo
dei signori della guerra.

mercoledì 15 gennaio 2014

Ali spezzate





Sofferente e solitaria fuggi dagli allegri cori,
dai divertimenti che giovani vite attrae!
Tu, non miri, non canti, i lieti eventi,
il tuo spirito umiliato, dolente emigra!

Tu, maschera pietrificata in piaghe sanguinanti,
pellegrina in luoghi aberrati dalla speranza,
reclusa in algidi lidi, inclini al cordoglio,
rimembri ancora la tua perduta innocenza?

Triste fato, il tuo! che rimane cocente all'anima,
Tu, tradita da infedeltà e cieca violenza!
da sorte iniqua e favola spezzata sul nascere,
empia ti ponesti ad espiare colpe non tue!

Inverti, infine, il delirio che la tristezza sfama,
Un cuor gentile palpita ancora in te!
La sepolcrale pelle non vela la grazia tua,
che io, mestamente, in religioso incanto, ammiro!

La primavera, ricordo acerbo, ritorni a vivere!
con i suoi rumori, destandoti dall'inverno apatico,
scruta il cuor tuo, cerca l'amore!
che libera l'anima tua dal brutale destino.

Vivi il tuo tempo e assapora il gusto dell’eterno.
L’esser tuo, infine ritrovi la speranza rubata.
Ascolta il chiasso di quest’esistenza ancora viva.
Affinché si risveglia in te l’amore e la vita!

(Dedicata alla mia principessa)

domenica 1 dicembre 2013

L'infinito



Osservo il paesaggio:
luce, alberi, cielo e io,
estraneo a loro.
La mia esistenza, in un tempo finito,
racchiusa in uno spazio infinito,
sarebbe afona
senza la coscienza, che ha in se
un'immensità che sfugge,
e spaventa.
Come una goccia d'acqua,
che scorre nel fiume, fino alla foce,
per perdersi nell'indefinito.
Non temo la morte,
sono nato per pagare il fio,
mi disturba l'ignoto,
il dubbio e il nulla,
prima e dopo di me.
Imprigionato nella necessità,
vivo un esistenza fugace,
molestata dalla fame 
inappagata di verità,
perché non vedo
un senso, fine o scopo,
da dargli, 
oltre al dispiegarsi
di una cieca natura,
indifferente e muta.

mercoledì 20 novembre 2013

Come un onda......



Anima... io ti amo.
Il mio amore per te
è come la carezza del vento.
che avvolge e sospinge.
In ogni istante della mia vita
avverto la tua presenza,
un’assenza che sfida
le leggi della fisica.
Un pensiero, anzi
sei il pensiero,
che da luce alla mente.
Osservo un astro
e vedo in lui
ciò che sei:
Un bagliore che illumina.
Sei un mare mosso
da vento impetuoso,
ma sotto quel moto
ondoso, c’è la quiete
della tua passione.
Mi sento trascinato
dalla corrente
dei tuoi pensieri,
che, come un fiume
in piena, trasportano
i miei, fino a perdersi e
.. naufragare….
dolcemente...
nel mare infinito
della tua anima....

domenica 17 novembre 2013

Un fiume di parole........



Tristezza, nostalgia, angoscia,
da quando i miei occhi vedono
sono ciò che colgono della realtà,
non sono carenze materiali,
ma persuasione del male di vivere.
Non ci sono punti cardinali
angoli o limiti visibili,
ma uno spazio infinito, che spaventa,
per la grandiosità e immensità.
Un silenzio assoluto che non ha echi.
L’esistenza umana è un’apparenza,
di questa sostanza indefinita,
diviene, come lampi fugaci,
perdendosi nel nulla.
Non un solo pensiero incide,
in questo infinito naufragare.
Abbiamo ucciso Dio,
non si vedono profeti
che annunciano nuove vie.
Non ne vedremo finché
pensiamo e parliamo la lingua
della menzogna secolare.
Il nostro valore è avere,
siamo quello che possediamo.
Incapaci di sofferenza,
La stanchezza è la noia.
Non siamo pura energia,
ma carne che si nutre
della necessita, un peso che dipende.
E tu, di fronte a tanta indifferenza,
continui a crederti il fulcro di tutto?
Illuso, la verità rotonda e perfetta
ti sta dinanzi, anzi ti ignora.
Ti annuncio il nuovo,
togliti i vecchi vestiti,
non esistono leggi, norme
principi, esisti tu, con la
tua volontà di potenza,
che piega il ferro, ma non
la sostanza, che ti avvolge,
che ignora i tuoi pensieri,
e ciò che credi di essere.

mercoledì 13 novembre 2013

Quello che sono...



Difficile mestiere il mio, non trasformo la grezza materia  in oggetti preziosi o d’uso comune, non arricchisco nessuno e, tanto meno, non avvantaggio le mie finanze. Il prodotto del mio lavoro è impalpabile come l’aria e, come l’aria, necessario a mantenere un equilibrio stabile, una condizione senza la quale crollerebbe l’intero castello dei valori che tengono in piedi un sistema.
Mi muovo silente attorno a te, e per te, umile nella sua fiera ed orgogliosa missione, deciso nei suoi passi pesanti, ed, a volte, anche deriso per la sua goffaggine. La paura mi accompagna come l’ombra, ed il coraggio mi guida come un segugio. Non sento più il senso del tempo. Ho perso la memoria del primo giorno.  Sono e basta.
Le attività umane, in tutte le loro variegate sfumature, si sviluppano parallelamente alla mia esistenza, che diventa speranza per i disperati e sicurezza per i pavidi.
Il concetto di pace, in me, non è una idea astratta, non è un aspirazione multicolore da sbandierare come una moda,  è la mia sostanza, un modo di realizzare la mia esistenza, un aspetto forte della mia personalità. Compagna di viaggio perennemente fusa al mio spirito, per la quale ho dato anche la vita.
Opero con determinazione in campi minati, creati dalla scelleratezza umana, e divento la cura per le ansie, la paura, l’isolamento sociale e la perdita di libertà,  mantenendo con estrema difficoltà e compassione, un dignitoso controllo dei sentimenti. Un punto fermo in situazioni estremamente instabili.
Quello che sono, è la realizzazione di un sogno di un bambino, già predestinato, per inclinazione affettiva e per sensibilità, a porsi sempre in fondo alla fila, al margine, come un muro di contenimento.