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lunedì 18 marzo 2013

Clochard


Ho perso tutto,
la casa,
gli amici e il lavoro,
anche la salute.
Abbiamo consegnato le chiavi
della nostra vita.
Siamo andati via,
per le strade, senza nulla,
solo con gli indumenti
che ci sono rimasti.
Non so dove
andremo a dormire,
non so se mangeremo.
Forse,
troveremo riparo sotto un ponte.
Ci copriremo,
con quello che capiterà.
Il freddo non ci farà paura.
Io e il mio amore
ci terremo stretti,
come abbiamo fatto
negli anni passati insieme.
Ci addormenteremo
contemplando le stelle,
abbracciati fino all’ultimo respiro.
Il sonno eterno
sarà suggellato
dall’ultimo bacio.”

venerdì 8 marzo 2013

Otto marzo


Oggi non ho fatto gli auguri alle donne.
L’otto marzo lo ritengo un giorno inutile.
Sarebbe stato meglio saltarlo.
Perché?
Perché mi appare il giorno dell’espiazione.
Si espia la colpa di un anno di indifferenza.
Un giorno che si colora di giallo,
Di splendidi mazzi di fiori e di parole.
Parole, vuote, messe insieme per stupire.
Il sorriso di un giorno, di un attimo.
E poi segue un anno di vuoto.
Un abisso di noia e di dolore.
Io invece,
Auguro alle donne di non diventare come noi,
Collezionisti di cuori,
Come tanti ali di farfalla spillate,
sull’albo dell’arroganza.
Di non raggiungere una parità,
che, distrugge la diversità.
La natura ci ha impiegato milioni di anni,
Per dividerci.
Auguro alle donne di mantenere la dignità
Che le rende speciali e regine della natura.
Alle donne, creatrici dell’uomo,
di mantenere
La superiorità che ha sempre avuto.

lunedì 4 febbraio 2013

Il velo di maya


Viviamo accumulando sciocchezze.
Amore e odio, Oscurità e luce.
Non hanno senso, ma oscillano,
come altalene, per la sopravvivenza.
Tutto passa e di quello che è stato
non rimarrà alcuna memoria.
Un anello di una catena infinita
Siamo in corsa, in una gara senza fine
Un traguardo che non vedremo mai.
Naufraghi fugaci in un mare immenso
Non c’è limite nel continuo fluire
Attimo dopo attimo tra lo zero ed il nulla.
Tutto è relativo davanti al niente
Bene, male, etica e morale
Sono niente altro che rimedi apparenti
Utili alla sopravvivenza della specie
Insignificanti al cospetto del tutto avvolgente.
La nostra presenza è un inquietante
Fenomeno temporaneo
Che, non ha alcun senso di fronte
All’imperio del tutto avvolgente
Duro carceriere che ci fa vivere
una breve esistenza tra il dolore e la noia.
Pene, passioni, speranze
infine vecchiaia indecorosa.
Eppure, la mia coscienza,
testimone della sua apparente esistenza,
si ostina a cercare un senso!
Allora mi sorge un dubbio, che
Io esisto per assicurare la sua esistenza?
Un vampiro che si nutre delle nostre paure e gioie!
Una volontà divina che non controlliamo.
Mi pare un circolo vizioso, che non porta a nulla.
Che senso avrebbe l’esistenza del tutto avvolgente se
L’uomo avesse il coraggio di scegliere di non vivere?                 

domenica 27 gennaio 2013

Le baccanti




Violenta la tua ragione
Dai ospitalità al figlio illegittimo
Prima che la tua coscienza fosse umiliata.
Eri un re che dominava il fato.
Nessun dubbio, nessuna paura.
Ostacolava il tuo cammino
La tua vita si nutriva
Dal sacro seno materno.
E non avevi coscienza dei limiti.
Ti ubriacavi del nettare divino
E il tuo corpo fremeva danzando.
Senza la ragione del tempo.
Lascia la follia guidare i tuoi passi
Senza alcun scopo.
Inebriati nei cori delle menadi.
Abbandonati all’estasi divina.
Primordiale essenza di vita.
Priva di finalità di dominio
Pura celebrazione
Della ferocia natura.

sabato 26 gennaio 2013

Le fatiche di Sisifo



Il volo di un gabbiano
Che plana nel vento.
E’ saggio aderire alla natura
Lasciandosi modellare le ali
Senza opporre resistenza
Rotolare come una pietra
Facendosi smussare gli angoli
E poi, inermi, giacere a terra.
Sarebbe semplice vivere se fossimo
Materia senza spirito.
L’uomo non si nutre
Di solo pane.
E’ un semidio caduto in disgrazia
Che ha mantenuto in se,
l’essenza divina,
riflesso dell’infinito.
La vita non lo ricambia
di tanta potenza!
Prigioniero del tempo e dello spazio
Costretto a tribolare per vivere
Anche l'amore,
Semplice raggio di sole
svanisce con la notte.
Zavorrati da una vita.
tra gioia e dolore,
amaro e noia,
senza certezze
illusi da vane favole.
Premiati infine con la vecchiaia,
quindi la morte,
l’unica certezza
di un sonno eterno,
annullati nel suo oblio,
affrancati dalle pene terrene.

domenica 20 gennaio 2013

ICARO



Le mie braccia piumate
Mi sollevano dal suolo
Mi muovo in iperboli
Evoluzioni, libero.
Il mondo lo vedo scorrere
Come un tappeto, senza limiti

Le mie braccia piumate
Mi aiutano a salire
Rompendo le pastoie, volo.
Sempre più in alto, libero.
Il tempo non scorre
E’ un silenzio senza fine.

Il sole scioglie le piume
Le mie braccia nude
Mi abbandonano
Precipito verso i vincoli, prigioniero.
Il mondo mi avvolge con le sue leggi
Bloccandomi con le sue catene roventi

Giaccio con le braccia nude
Aperte in croce, infossate nella terra
La bocca ostruita dal fango
Gli occhi chiusi dalla bruma, prigioniero.
Sento il tempo scorrere, scandito
Dai battiti del mio cuore impaurito

Avverto in me la tensione
Tra ciò che vorrei e ciò che ho!
Sono un pensiero che supera
Qualsiasi limite,
Imprigionato in un involucro.
Soggiogato dalla necessità

Sapere e tecnica non mi aiutano
A liberarmi dal mio stato animale.
Solo un atto di disubbidienza
Mi porterebbe in volo
E poi lasciarsi cadere
Per annullarsi nel niente, libero.

venerdì 18 gennaio 2013

Pensieri notturni

La notte buia e silenziosa
E' simile al mio cuore
Osservo l'oscurità
I pensieri si confondono
In quelle tenebre indefinite
Che cosa sono?
 
Un mistero è la mia esistenza
 Se urlassi..
La voce 
Si perderebbe in quel niente! 
 Alzo una mano in cielo
La stringo a pugno
Avverto la tensione dei tendini
Sento le ossa contrarsi
E' il mio corpo che si ciba
Per sopravvivere
Ma anche la mia essenza
Che è in me, è in tensione
L'avverto come un turbinio
Lei si alimenta con i sentimenti
Due mondi paralleli
Distanti ma, uniti
Se smettesse di nutrirsi
La materia cesserebbe di vivere
E poi?
  
Anche il dolore di un amore interrotto
Incide nell'equilibrio del corpo
Insieme all'essenza, soffrono, perchè?
Che cosa è un amore?
Passione?Desiderio senza istinto di sopravivvenza?
Cosa diventeremmo se sopravvivessimo
Ad un amore condiviso?
Abitudine? Noia?
 
Quindi, un amore fugace o impossibile
Mantiene la sua potenza, finchè è privato della materia
Vivrà come un idea, una passione che non trova pace
Quindi, il dolore ci avvicina a un pensiero divino
L'uomo, va oltre la siepe della natura
E vola in quello  infinito assoluto, dove è
 Simile a Dio!