bagnano le tue guance
mentre guardi la luna,
immobile,
nella sua eterna distanza.
Il tuo cuore è anemico
senza il sangue passionale
di una innocenza perduta,
in un lontano ricordo,
sbiadito nella nebbia,
di un freddo sudario.
Perché? Perché?
Ingannare i figli tuoi?
Di quel sapore di amore immortale
che fluttuava nel vento
infinito
che riempiva i sogni,
che abbracciava l’universo
al quale credevi di appartenere,
Cosa ne è stato?
Ora soffri coscienza del niente
che un tempo ti illuse
e ora ti governa
con cinico dolore,
contro il quale
la tua vita
si spiega priva di senso.
Un pesante fardello
che preme
mortifica i sogni,
imprigiona le ali.
Lacrime malinconiche
rigano il tuo volto
lentamente scivolano
mutandosi in cristalli di
ghiaccio.
mentre guardi stelle, che brillano
indifferenti in questa notte
dolente e di eterna tristezza
di un viandante ormai senza
meta….


