Freddo che soffi
sull’innocenza,
violata dalla prepotenza
egoica dell’opulenza.
il tuo viaggio seccherà le
lacrime
ma non cancellerà i solchi
del dolore.
Soffi su occhi appassiti sul
nascere
Su sguardi persi in
rassegnati destini.
Non giochi, non voli e non sogni,
ma, sofferenza, fame e sete,
A cuccioli caduti dal nido
in un volo di morte,
in un volo di morte,
insicuri, impauriti e
smarriti,
incapaci di amare,
la loro mente scorre
su rotaie inchiodate,
emulando il peccato dei
padri.
Freddo che trasporti il loro
lamento,
Penetra nel cuore di pietra,
frantuma il cinico egoismo
dei signori della guerra.

