Sofferente e solitaria fuggi dagli allegri cori,
dai divertimenti che giovani vite attrae!
Tu, non miri, non canti, i lieti eventi,
il tuo spirito umiliato, dolente emigra!
Tu, maschera pietrificata in piaghe sanguinanti,
pellegrina in luoghi aberrati dalla speranza,
reclusa in algidi lidi, inclini al cordoglio,
rimembri ancora la tua perduta innocenza?
Triste fato, il tuo! che rimane cocente all'anima,
Tu, tradita da infedeltà e cieca violenza!
da sorte iniqua e favola spezzata sul nascere,
empia ti ponesti ad espiare colpe non tue!
Inverti, infine, il delirio che la tristezza sfama,
Un cuor gentile palpita ancora in te!
La sepolcrale pelle non vela la grazia tua,
che io, mestamente, in religioso incanto, ammiro!
La primavera, ricordo acerbo, ritorni a vivere!
con i suoi rumori, destandoti dall'inverno apatico,
scruta il cuor tuo, cerca l'amore!
che libera l'anima tua dal brutale destino.
dai divertimenti che giovani vite attrae!
Tu, non miri, non canti, i lieti eventi,
il tuo spirito umiliato, dolente emigra!
Tu, maschera pietrificata in piaghe sanguinanti,
pellegrina in luoghi aberrati dalla speranza,
reclusa in algidi lidi, inclini al cordoglio,
rimembri ancora la tua perduta innocenza?
Triste fato, il tuo! che rimane cocente all'anima,
Tu, tradita da infedeltà e cieca violenza!
da sorte iniqua e favola spezzata sul nascere,
empia ti ponesti ad espiare colpe non tue!
Inverti, infine, il delirio che la tristezza sfama,
Un cuor gentile palpita ancora in te!
La sepolcrale pelle non vela la grazia tua,
che io, mestamente, in religioso incanto, ammiro!
La primavera, ricordo acerbo, ritorni a vivere!
con i suoi rumori, destandoti dall'inverno apatico,
scruta il cuor tuo, cerca l'amore!
che libera l'anima tua dal brutale destino.
Vivi il tuo tempo e assapora
il gusto dell’eterno.
L’esser tuo, infine ritrovi
la speranza rubata.
Ascolta il chiasso di quest’esistenza
ancora viva.
Affinché si risveglia in te l’amore e la vita!
(Dedicata alla mia principessa)
(Dedicata alla mia principessa)





